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(...segue dalle puntate precedenti e successive...)
cioé da: la grappa -991 .....etc.
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"Son morto e devo occuparmi della mia propria sepoltura!"
esclamo' il Gerolomin G. "...ed ho necessità dei vostri servizi."
Aggiunse, un tantin stralunato.
A questo punto preciso, in questo cruciale istante, il suo
occhio liquido gli scivolo' distratto su una gabbia che manteneva
dentro un iguana senza denti, sdentato e senza dentiera, di fianco
allo scrittoio in noce laccato del Signor Palmiro Togliatti delle
Pompe Funebri. Il Nostro Eroe dei Tre Mondi, quantunque cadaverico,
provo' (risenti') una fitta multipla al cuore che non aveva più,
poiché morto, come tutto il resto. "I canarini..."
Si ricordo', nel suo cervello intatto, dei suoi 33 canarini ch'aveva
scordato di liberare per causa d'urgenza, bruciati sicuramente nella
sua casa in fiamme violentissime. Arsi e rosolati...
E si senti' infame, indegno della "razza" umana, dato che li aveva
amati tanto, anche se non scordava l'odio cordiale per i loro
trilli ultra-armoniosi, molto più che mozartiani, giusto all'aurora,
due ore prima che gli suonasse stridente la sveglia rompipalle.
"Poveri pulcini miei! Cotti ed arrostiti senza via di scampo, per la
mia imperizia..." mormoro' amaramente il nostro soldato in congedo.
[MA: non drammatizziamo!: se ho piazzato qui queste righe è per la
faccenda dei congegni iniqui d'ogni narrazione: in questo caso è per
creare tensione -suspens...- e sensi di colpa, che funzionano sempre
-se non lo avevate capito da soli...-:e tranquillizzatevi: vedremo
poi cosa è VERAMENTE successo ai 33 canarini. MA: non anticipiamo...]
Gerolomin Gerolamo voleva sbattersi la capoccia di capa sua contro
il muro, li' di fianco, per scaricarsi d'ogni rimorso. Invece,guardo'
solo la testa di struzzo mozzata che teneva nella mano sinistra, e
colla palma della destra accarezzo' le piume aride e spente del
cranio della bestia impagliata e si senti' bene, come se avesse
scaricato ogni debito interiore verso tutti gli uccelli a due
zampe di questo mondo infame.
Il Palmiro Togliatti, intanto, li' di faccia, continuava a ridere
come un pazzo, dandosi manate sulla pancia, attendendo l'evolversi
della spettacolare situazione.
(SEGUE, indubbiamente...)

