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SOTTO: Lo spettro d'un pedone schiacciato infesta (possiede?)
il marciapiedi del PEDONE. Fra "morti" e "vivi" gli equivoci
sono normali...
"Che è 'sto tipo? Chi siete?"
"L'UCCISO, Vossienza"..."L'ucciso ritorna sempre sul luogo del
delitto!" "Non capisco un tubo del cavolo, sior. Provate a
parlarmi col polacco, è il più facile..."
"Je ne parle pas polonais, missia. Sono siculo-sardignolo."
"BOFF! ancora un pazzo tra i piedi! pare che TUTTI quelli
matti da legare sbarchino qui sul "mio" marciapiedi..."
**** UN QUI-PRO-QUO d'habitude s'eternise en le long
d'un jour entier et complet (24x24H.) et même plus...
TRADUZIONE: quando tira fuori la lingua LO SPETTRO di
pedone dice :"BUONGIORNO, come va?"
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congiunzione carnale5
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vedi pure SOMMARIO libro primo:sommario favole) e:1favolesommario)
(VEDI pure SOMMARIO provvisorio LIBRO SECONDO: ........................... )
***
FAVOLE GROTTESCHE (LIBRO SECONDO) :
maximilian capa
La lunga morte
di Naso-Lungo Pinocchio
ED ALTRE FAVOLE GROTTESCHE.

***
Prodromi e
vicissitudini varie
d'una regale
congiunzione
carnale.
***
(...segue)
Ed il Cavallo Pazzo, baldo e sincero caimano, spazzo' vie queste meschine obiezioni d'un gesto semplice ma decisivo, come se scacciasse uno zanzarone rognoso e fastidioso (pensando, certo, che dormire al caldo d'un locale sarebbe stato trentatré volte meglio che pisolare malamente, col dosso appoggiato ad un tronco, coll'inverno zeppo di notti gelide che prima o poi arriva...). Ed il re, lui, trovo' che: "Ci sono migliaia di muratori e carpentieri senza lavoro, in questi tempi di crisi, e con una gran voglia di innalzare muri e tetti, ed in autunno, finite le raccolte, centinaia di
agricoltori si precipiteranno quivi per concorrere all'opera, da bravi sudditi. Coi lavori cominciati in autunno, per la notte della nascita del Bambino di Dio, pure noi saremmo al caldetto, fra un bove ed un asinello, voi bevendo grappa ed io un tè... E, per il progetto,... faremo come il Gaudi', come Le Facteur Cheval: creatività, improvvisazione e buona volontà. E poi, ci sono tante pietre e rocce nere qui, come l'ho scoperto, sotto le ossa e le erbacce...Mistero dei misteri... Da dove provengono? Come
sono arrivate qui? Marziane? Venusiane? Comunque sia, ci saranno utili per fare i pilastri. E' grazia di dio..."
Alcuni giorni dopo, essi ebbero la risposta strabiliante a questi legittimi interrogativi, ché le rocce venivano dal cielo ma non erano extraterrestri...
Tre cacciatori eran saliti fin sopra, inchinandosi davanti al Re sul trono, coi loro tre cani da caccia, offrendo "oro,incenso & mirra", cioé: una mela matura, un'arancia ed un limone (per il tè). E qualche bagigi...
Avevano schioppettato ma non abbattuto tre cinghiali ben grassi, tre fagiani e tre lepri dalla carne aspra ma salda. E sapevano che le bestie quasi-morte si trovavano acquattate, a leccarsi le ferite, dentro la boscaglia del cocuzzolo del Colle Nero.
Cavallo Pazzo ed il Sancio, i quali desideravano ardentemente cambiare una volta tanto il loro modesto e troppo frugale menù, proposero con tutta convinzione di partecipare alla battuta - all'operazione Hemyngwaj, dal nome
del castrista cubano americano premio Nobel di Caccia&Pesca-, perché conoscevano perfettamente TUTTI I NASCONDIGLI possibili. E ci andarono, mentre il Re, rimasto assiso sul trono, scettro in tra le cosce, suonava il
corno carnico da caccia: per incitarli e sostenerli moralmente, da lontano.
In meno di un'ora, le nove prede sanguinolenti catturate ed uccise si trovavano stese ed allineate davanti al trono, con tutti che si facevano fotografare trionfanti, insieme od uno alla volta, a turno, da uno dei cacciatori munito d'apparecchio "art contemporain" numerico: un Kodak 2222!
Poi, i cacciatori le selvaggine le spiumavano e spellavano e scuoiavano, preparandole a dovere, svuotando i ventri budellosi zeppi di merde varie.
Mentre, Cavallo Pazzo e il Sancio accendevano un fuoco di legnami misti, e ricavavano abilmente degli spiedi, aguzzando delle ossa dissotterrate.
Fu una vera cena da RE!
Il sovrano era il più gaio, come un ragazzino adulto, avendo ricevuto in omaggio le pelli ancora calde di vita, per cucirsi in seguito, con fil di corame ed ago da scarpaio, un manto regale degno di Attila.
I cacciatori, i quali spesso sanno stare al mondo, disponevano pure di tre otri di vino rosso Merlot e bottigliozze fighissime di grappa, che cavarono allegramente dai loro tascapane. Ci fu gran aria di festa venatoria.
I tre cani da caccia, vegetariani, si riempirono il panzotto semplicemente,come brave persone colme di saggezza, con radicchio selvatico condito all'aglio e all'olio di sassorudo, cime di rapa rosolate con un goccetto d'olio d'oliva cileno e radici di Kren cotte allo spiedino, tagliate per fette, insipidite un poco, le terribili!, colla bava di lumaca di produzione kurdo-iraqi-brindisina.
Dessert: more di gelso au poivre de cayenne, E/O grossissime more di rovo ukraine alla vodka siberiana.
Digestivo: grappa stravecchia alla muffa di figa greca.
Tra un discorso e l'altro, salto' fuori, naturalmente, liscio come l'olio, pure il mistero delle pietre nere...
Dei tre cani da caccia uno era una cagna, Diana, setter di purissimo pedigree inglese del South-Walles, donna quasi matura ma ancora balda, salda nelle carni e valorosa, d'immensa preparazione culturale (ETON...).
La quale chiese la parola -educatamente et en toute finesse- per raccontare che: "UNA VOLTA, migliaia e migliaia E MIGLIAIA di anni fa, molto ma molto MA MOLTO prima che Geova creasse Il Libro, Il Mondo, L'Universo, l'Eden-rock, l'Adamo&Eva ed il virus H1N1(porcino), in questa collina dannata viveva una "tribù" di giganti. Erano giganti GIGANTI. In genere sui 15 metri, con tanti muscolacci e dentoni a zanna. Certuni, benedetti dagli dei e dalle eterne ed incomensurabili leggi naturali, ti facevano perfino sui 33 metri, ed ho notizia d'un caso esemplare off-limits, alto 55 metri. Ma cio' era raro e quasi unico... Erano tempi strani, credetemi, il metro non era ancora un'unità di misura e tutti ignoravano tutto della curvatura dello spazio-tempo, le genti avevavno centrato nel cervellino un nozione anormale e spropositata delle cose e le regole non esistevano e neppure le eccezioni. Poi, arrivarono perfino i dinosauri, dei bestioni mastodonte, che fecero scappare tutti i giganti, ma non si sa dove... Tanto che, anche l'insigne paleontologo & gesuita Teilhard de Chardin non ne ha trovato più alcuna traccia, e dio sa se abbia cercato dappertutto.
Insomma, questi giganti stavano in guerra. In guerra versus altri giganti, una guerra "tribale" come tante. Si battevano contro i giganti della Montagna Nera, la vedete laggiù?, quella là, dietro quel ciuffo d'abeti, è ad una ventina -forse trenta- chilometri, circa, ad occhio e croce. Si', quella che indicate Vostra Maestà, proprio quella...Adesso è ricoperta dai ghiacciai, ma allora faceva un gran caldo, e la neve non esisteva. E composta tutta di roccia nera, fatto unico nelle Alpi. I giganti del Colle -adesso- Nero, dove ora posiamo gli stivaletti, bombardavano i loro nemici della Montagna Nera con cerbottane , lanciando grosse frecce puntute, dolorose, ma non mortali, tranne se colpivano l'occhio o l'aorta del cuore. Gli altri, da là sopra, non troppo raffinati in quanto ad arte guerrigliera, s'accontentavano di scagliare qui macigni e sassoni raccattati in giro, ma assai pericolosi e mortiferi se ti beccavano in pieno. Finite le munizioni spontaneiste, quelli iniziarono a fare come i marmieri di Carrara, con una pietra appuntita ed affilata incominciarono a frantumare la Montagna Nera, scheggia dopo scheggia, roccia dopo roccia. E tiravano sui giganti di qui, notte e giorno, e li sterminarono. Tutti.
Ed adesso, una parte della Montagna Nera si trova qui, sotto i nostri tacchi, sul Colle Nero. Qui siamo seduti sulla Montagna Nera, in qualche modo, sui suoi "fanciulli"..."
Dopo grandi applausi sulla bella storia, complimenti e sbevazzate, tutti si misero a cantare a squarciagola nenie d'alpini, tristissime, da "maj stracs imbriaghi", ma essi erano allegri e gioiosi, giocando col bel tempo che passa e che non torna più, intorno al fuoco.
Mentre che il Re illustrava monotono i suoi vasti progetti razional-pazzeschi. Mentre la notte calava, tingendo di nerofumo la Montagna Nera lontana ma prossima, e tutto il resto. Mentre c'era la luna piena ed abbondante. Mentre la cagna Diana, lei, si mise ad ulularle contro, verso la facciona spettrale, sgombra di lunatici ed astronauti americani. Urlacchiava verso la luna la Diana, gemendo, per momenti, sonetti muti & endecasillabi d'una poesia arcana, morta, e per sempre estinta.
(segue...)
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vedi anche:






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UN PEDONE morto non fa primavera, né ARCOBALENO CHE RIDE, "ô
SOLE MIO". Anche il sole ha poco da ridere...
Per significare che ai suoi debutti ha avuto la vita dura
e poco entusiasmante, un giornalista "francese" racconta ai suoi
nipotini -raccolti intorno al focolare acceso, nelle belle sere
d'inverno in Bassa Normandia- che "ai suoi tempi gli inizi
gli furono difficili": "Je faisais la rubrique des chiens
écrasés (cani schiacciati). MAI '68...
Il "giovane" giornalista d'adesso -tutti carrieristi scatenati e
"juifs"!- potrà raccontare che nel 2009 (10? in che anno siamo?...
dovro' VERIFICARE "la fonte" della notizia...)egli, esso, lui faceva
"les breves des PIETONS écrasés". MAI '08...
Il NOSTRO pedone non è stato schiacciato, ma resta schiacciato
sul marciapiedi dalla sua, di lui, propria vigliaccheria.
Beata viltà, se sei ironica...
"Sorridi!" CIACK! si gira...
E' meglio un PEDONE vigliacco che un pedone morto? QUIEN SABE...
Non si puo' avere tutto, una vacca morta da mangiare e una
vacca da latte. Il barile di petrolio grezzo è a 140 dollari.
3 dollari nel 1973...Prima della Grande Crisi.
Ti dice NIENTE questo? Nel tuo cervellino "de touriste fêtard" e
telefoninaro? E che ti dice la tua FACCIA di CULO (assface...)
SULLO specchio?
E...NELLO specchio?
E...DALL'ALTRA PARTE dello specchio?
Silenzio...CIACK! si gira...
(P.S.: abrès on vat draduire ça, n'est-ce pas, missia?)

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ILpostoDELLEfritoleNEL
piccoloCAMPOdelleFRAGOLEdi
FRETTAcolleVIRGOLEcheVANNO
inFIGAsempreASSAIridendo:
VOIR AUSSI:
congiunzione carnale4
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vedi pure SOMMARIO libro primo:sommario favole) e:1favolesommario)
(VEDI pure SOMMARIO provvisorio LIBRO SECONDO: ........................... )
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FAVOLE GROTTESCHE (LIBRO SECONDO) :
maximilian capa
La lunga morte
di Naso-Lungo Pinocchio
ED ALTRE FAVOLE GROTTESCHE.
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Prodromi e
vicissitudini varie
d'una regale
congiunzione
carnale.
***
(...segue)
(segue...)
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vedi anche:




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Pour des raisons typiquement irraisonnées et au fin de gonfler notre
chiffre d'affaires et remonter LE PIETON qui se trouve au plus bas dans
les sondages, nous allons commencer par re-publier des pages/planches
et strips périmées qui ne seront pas dans le Livre Dessiné definitif...
sinon revues et corrigées, voire, re-dessinées, avec mise en couleur et
tout et tout... Pour voir aussi "la difference"...
Qu'on se le dise Marise prepare la valise!
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ILpostoDELLEfritoleNEL
piccoloCAMPOdelleFRAGOLEdi
FRETTAcolleVIRGOLEcheVANNO
inFIGAsempreASSAIridendo:
VOIR AUSSI: 
tre civette sul como'
che facevano l'amore
colla figlia del dottore
il dottore LE TROVO'
e il dottore le ammazzo'
AMBARABACICIcoco!
E
IL DOTTOR LE ACCOPPO'!!!!!!!! OHIBO'!
*** 2061ilpedone
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GIORNATA 2061
UNOsguardoDALponteDEIsospiriDIvignesjeSOTTOarcoNONteso.
(DIECIrighe[al]MASSIMO-NOVEvirgolaNOVANTANOVEalMINIMO...)
[QUELLEdiTROPPOfuoriTEMPOmassimoSARANNOsTRAGUARDATE!]:
BREVES DE TROTTOIR/ PARIS:
¤Deux potes qui marchent dans la rue ont une discussion animée,
du côté de Nation :
"Arrête, cette fille c'est une pute! Même lui il le dit!"
L'autre a l'air gêné, mais finit par répondre:
"Ouais, mais bon.Il l'aime bien quoi, c'est quand même SA FEMME..."
[Entendu par Jean-Baptiste]
***
¤Dans le métro, station Jacques Bonsergent:
"Elle m'a quitté pendant deux-trois mois..."
"Il devait être malheureux ton chien !..."
"C'est pour ça qu'elle est revenue..."
[Entendu par Hermy]
***
¤Dans le métro ligne 5, deux jeunes sur les strapontins. L'un fait
des petites boites en pliant des tickets usagés.
"Ben, dis donc, t'es vachement fort en polygamie !"
[Entendu par Vincent]
***
¤Station Reuilly-Diderot:
Une fille à sa copine: "Tu sais qui c'est Reuilly ?"
L'autre: "Ben, tu sais qui c'est Diderot, toi ?"
La première: "Euh.. non..."
L'autre: "Ben alors! De toute façon c'est pas des noms de
personnes, c'est des noms de rue, quoi!"
***


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(Le piéton,IL PEDONE):tavola 24

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S'il est enervé LE PIETON d'habitude se tape
une tisane pour pouvoir dormir à sa faim...
...DANNI COLLATERALI: la tisana gl'impedisce
di sognare...

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ILpostoDELLEfritoleNEL
piccoloCAMPOdelleFRAGOLEdi
FRETTAcolleVIRGOLEcheVANNO
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VOIR AUSSI:





¤¤¤ Test per la Maturità Classica/BAC:
CHE LINGUA PARLA il Fliccotto-Puletto?(...Pulotto...?)
Quante Pietre (Sampietrini) compongono il Marciapiedi
del SEGNOR EL PEDONE? 842? 578.438? 7.342.486,15?
Il FLICCOTTO è un CUL-(r)OTTO?
BEVE "per scordare?
ETC.ETC.Etcetera. ET-CETERA............
Ai rottinculo L'ARDUA sentenza...
ILneFAUTpasPOUSSER, MESSIEROS DAMOS-Dames...
TOUT arrive, ET je m'en fous! CHIARAMENTE.

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¤¤¤ Test per la Maturità Classica/BAC:
CHE LINGUA PARLA il Fliccotto-Puletto?(...Pulotto...?)
Quante Pietre (Sampietrini) compongono il Marciapiedi
del SEGNOR EL PEDONE? 842? 578.438? 7.342.486,15?
Il FLICCOTTO è un CUL-(r)OTTO?
BEVE "per scordare?
ETC.ETC.Etcetera. ET-CETERA............
Ai rottinculo L'ARDUA sentenza...
ILneFAUTpasPOUSSER, MESSIEROS DAMOS-Dames...
TOUT arrive, ET je m'en fous! CHIARAMENTE.

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congiunzione carnale1
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vedi pure SOMMARIO libro primo:sommario favole) e:1favolesommario)
(VEDI pure SOMMARIO provvisorio LIBRO SECONDO: ........................... )
***
FAVOLE GROTTESCHE (LIBRO SECONDO) :
maximilian capa
La lunga morte
di Naso-Lungo Pinocchio
ED ALTRE FAVOLE GROTTESCHE.
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Prodromi e
vicissitudini varie
d'una regale
congiunzione
carnale.
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C'era una volta un re....(Non è proprio cosi' che si
dovrebbe iniziare UNA favola?)...
C'era una volta un re. ("Non è proprio cosi' che si dovrebbe
iniziare UNA favola?")...
["Al tempo. Al tempo! AL TEMPOOO!!! Qui si scagazza! Cosa sono queste
intrusioni sconsiderate ed incidentali?!?! CHI si è permesso? Questo quivi
è un operare serio, signore e signori musicisti! Questa è LA PROVA
d'ORCHESTRA d'una FAVOLA GROTTESCA, "une répétition générale", che ce se
lo si dica! Si sia seri e preparati, e metteteci dentro l'ANIMA! Il
violoncello, laggiù, lei signore, siete partito male!" Sbatte la
bacchetta sul "pupitre" furiosamente, ne ha già rotte tre -in questo
modo- in questa settimana di dure prove...
"...Il violoncello, si'! La misura è SOL-FA-FA-MI-FA-SOL-FA-MI-RE-RE!
E la signorina del piffero, lei...siete entrata TROPPO in ritardo nel
gioco, fanciulla mia! Voi penetrate già dal FA-MI-FA, ci siamo BEN
intesi?" Sbatte la bacchetta furioso. Ancora.
"Ma, MAESTRO..."
"Non c'è maestro che tenga, qui! Mi chiami Toscanini, come tutti!"
"Ma, maestro..."
"...Ed il terzo violino, laggiù! Non ci siamo, NON CI SIAMO!...avete
fra le dita l'anima del vostro strumento si' o no? Ripeto: la misura
è SOL-FA-FA-MI-FA-SOL-FA-MI-RE-RE! Si ricomincia! E nessuna intrusione e
nessun falso andare! Non siamo al cinema qui, e neppure a teatro!
Serietà, professionalità. PRONTI! Si ricomincia! DACCAPO! PRONTI?]
[CIACK! SI GIRA!)
C'era una volta un re....
MA quel re non aveva Reame, né Castello, né Sudditi, né Cavallo
Bianco dalla sella di fine legno intagliato ben rivestita di
cuoi e corame alessandrino di Costantinopoli, e neppure una
REGINA di razza vergine mai sodomizzata, tantomeno un Ciambellano,
un Maestro d'Armi vecchio e sdentato, un Esercito o Banda Armata
Organizzata (B.A.O., brigata rossa), MA proprio niente e niuna
di tutte le belle cose che fanno d'un re un RE pien di carisma.
("MA allora!, che re era questo, senza niente da RE!?" direste
voi, se SOLO ve lo permettessi...)
IL RE possedeva, tuttavia, in proprio, uno scettro di ghisa
ed una corona -che si metteva sul capo, quando occorreva- dipinta
di oro pittorico al minio e vi mancavano i diamanti ed altre gemme
preziose tradizionali -purtroppo- ed era solo malamente cesellata
-purtroppo-, un coso totemico fittizio -insomma- ma mica scherzevole,
serio era e
fortemente simbolico, in attesa di meglio, INSOMMA...
POICHE', QUEL CHE CONTA SONO LE BUONE INTENZIONI... Il Potere si mostra,
per poter essere, sopratutto se è sacro. Se non si mostra non è. Facile
come il latte, no?
Egli era voglioso, in più, di costituire la sua regale
potenza PER TAPPE e con metodo, all'americana, su un territorio
di sudditanza, CON PATERNALISTICA BONOMIA, copiando I MEDICI.
(I Fiorentini, non i medici condotto campestri...)
Pur non disponendo di spada, né di Toledo né aretina, né
lanzichenecca né tatara od osseto-siberiana, (MA solo un
coltellino multilama, una "curtissa", svizzero), egli s'era
fabbricato uno scudo, usando una lastra di metallo barbaro ed incerto
trovata per strada, e lo aveva malamente lavorato, ma ben
cesellato sui bordi e con una croce nera-sangue (tutta svirgolata e
tremolante) a bordo rosso-arancione, posta ben
IN MEZZO -ad indicare la centralità dell'ESSERE.
Ed aveva con sé l'ippopotamo SANCIO (Sanchez?, dipende dagli
storici), il quale serviva al suo diporto, tale un cavallo elefante.
IL suo primo e NOBILE servitore d'importanza -quantunque malato di fegato,
salace ed un pochino indisponente... di tanto in tanto, a giorni
alterni, ma non sempre...
Col suo scudiero fedele ed ironico, e suo "cavallo", il nostro re andava di
terra in terra, in giro, quietamente e non nervoso, per valli e
monti, alla ricerca del SUO reame.
Camminando e camminando, "cavalcando" e "cavalcando", pazientando e
pazientando, cercando e cercando...
Sancio talvolta, tra un pasto magro
e un magro pasto ED UN DIGIUNO, (quando non avevano la buona vena di
poter mettersi in fila fra i barboni, a ritirare "quel che passa il
convento": una minestrina di fagioli troppo salata ed/od un panino al
tonno...), trovava che mancasse loro, crudelmente: "...oltre una
cuciniera, com'era la mia povera mamma... almeno un cavallo o due
asine per poterci spostare colla comodità di base e la celerità e
in un modo razionale, come sarebbe degno di noi, e corretto...", ed il re
trovava, lui, che: "Con la borsa vuota, pure per il nostro
sobrio mangiare, La Nostra Maestà deve contare, (anzi, VI
è costretta!), sulla pubblica solidarietà ed amicizia,
nonché al cristiano gusto comunista verso i RE, IN QUESTI
tempi smodatamente moderni ed eccessivamente egoisti. Non bisogna
sperar troppo, o nobile Sancio, quando si vuole tutto. La biada
non cade dal cielo colla mangiatoia del suo cavallo. E neppure il
cavallo. E non ho ancora digerito la pera acerba che ho qui nello
stomaco...Andiamo avanti, dove il Regno ci aspetta. Poi, lo avremo.
Ah! se tu fosti stato un nobile lavoratore, o Sancio, al posto
d'essere un nullafacente Nobile, potresti oradesso costruirmi una
carrozza, o pure soltanto un biroccino, di legno...Mentre, invece, devo
diportarmi in questo modo, aggrinfiato al tuo dosso, che per fortuna
è vasto e possente..."
E brandiva egli il suo scettro, allora, e lo agitava,
di ghisa pesante e malfatto, scintillante d'ori fasulli
e di malsembianti cristalli "purissimi", di finto vetro, che il suo povero babbo
gli aveva concepito ed artigianato CON CURA durante qualche anno e
qualche giorno, poiché desiderava -da sempre- morire come padre
d'un RE, in una sua determinata pazienza da cocciuto, come solo hanno
i ribaltatori di regimi, gli insani distruttori d'IMPERO, ed i papà di Principi.
Ma, come il figlio re fece osservare al suo scudiero: "Essere
RE non è cosa facile né agevole E COSTA TEMPI LUNGHI."
E -un giorno- un po' stanchetti di girare in giro e in lungo
e in largo, e un tantino delusi dalla forza avversa delle
cose, IL RE trovo' un territorio che gli andava a genio,
stretto, come una figa cinese, ma non troppo, erotico: fra
i monti e il mare. Lo trovo' mica male.
Sali' in montagna, per poterlo guardare
TUTTO, dall'alto, con l'inevitabile Sancio il panzuto, tutto
contento, il quale trovava che: "QUESTA VOLTA ci siamo, Sire!,
proprio: nel centro del bersaglio del Guglielmo Tell,
Vostra Eccellentissima Maestà! Il posto mi pare azzeccato! Lo
si potrebbe chiamare il Regno della MELA di EVA! Vera vallata
dell'EDEN! Figo! Pieno di tante cose! Lo giurerei sul buco di culo
di mia madre e pure di mia sorella!" E scoprirono un colle -IL COLLE
NERO- ben sistemato per tattica e
strategia, fuor di tiro delle autostrade mussoliniane, e vi
discesero ad occuparlo, trovando che si prestasse bene
per la prossima futura costruzione d'un castello o d'una
fortezza regale. E ci mancava un Vauban...certo...e il Machiavelli.
Ma questi tipi arrivano, prima o poi, come le mosche, sul Principe...
(segue...)
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